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edizione 2009
GustaMinori MMIX
9, 12, 13 Settembre 2009. La tredicesima edizione del Gustaminori.

Riparte la macchina che vede mescolare mirabilmente, in un esemplare connubio “en plein air”, musica, teatro, danza, cultura, eno-gastronomia.

Quest’anno ai numerosi, assidui visitatori , il tema proposto, semplice e simultaneamente complesso, è quello delle emozioni dell’uomo, nelle sue varie sfaccettature, nei suoi toni di chiaro-scuro, nelle sue modulazioni di luci ed ombre, rappresentati dai vari colori.

In particolare si fa riferimento alle sensazioni dell’animo umano, nel vivere quotidiano, ma anche nei momenti in cui, nella storia dell’individuo, si frappongono circostanze avverse o risolutive che alterano, positivamente o negativamente, la consuetudine di tutti i giorni.

Da sempre l'uomo ha legato le proprie passioni, fantasie, sogni e idee a condotte di trasposizioni raffigurative, finalizzate a lasciare un'impronta concreta del proprio essere.

Tutto ciò con l'impiego delle tecniche e delle modalità più svariate, ma con una costante fissa: l'apporto cromatico, sia nelle sue infinite varianti che a dominanza monocromatica, con l’aiuto di colori che fondono in loro stessi quel turbinio vorticoso di idee e di sensazioni di cui è capace la mente umana.

“O culore d’ ‘e pparole”: il titolo e l’intento del percorso artistico dell’edizione 2008 è dunque la ricerca di una nuova chiave di lettura del teatro e della musica napoletani, che consenta di indurre l'osservatore a scoprire come il colore sia da sempre, vettore indissolubile della componente psicologica di ciascuno di noi, strumento mediatico di emozioni e sentimenti.

Come un pittore che attinge alla tavolozza, nei vicoli, nelle piazze, nelle strade, colori, suoni, emozioni, parole, sentimenti si coniugano creando il miracolo dell’arte, il prodigio di Napoli con il suo palcoscenico naturale dei “vasci” e dei quartieri.

Attraversandoli si passa dal viola della tristezza, del dolore, dell’angoscia, della disperazione, al blu della trascendenza, del cielo, dell’immenso, della fede che stabilisce il rapporto di ciascuno con Dio e con l’aldilà; si procede con il rosso dell’impetuosa passione, del fuoco ardente, dell’amore sanguigno, per chiudere con la policromia delle tonalità di emozioni quali l’odio, la speranza, la gelosia, sentimenti che appartengono all’individuo umano.

Un percorso, dunque, attraverso scene di vita nella quale questi colori si fondono e si confondono, alternandosi in tonalità ora nette ora confuse, laddove nel fuoco della passione irrompe la mestizia di un abbandono, dove l’esaltazione della trascendenza lascia il passo all’attesa di un mondo migliore.

Un’appassionante avventura dove una città si mette in gioco ricercando e scoprendo il gusto dell’arte e dello spettacolo, dopo aver sperimentato la sua capacità di simbiosi tra musica e letteratura teatrale, in un bagno di vero ed intenso teatro, di musica sublime, di danza eccelsa, di scenografia e costumi che hanno sempre del sorprendente.

Arrangiamenti musicali: Gerardo Buonocore



Costumi: Trofimena Silvestri



Scenografie: Michele Paolillo



Regia: Lucia Amato



Direzione Artistica: Gerardo Buonocore





Attorno a questi colori/sensazioni si svilupperanno le quattro scene centrali del percorso artistico nelle quattro locations: Piazza Cantilena, Slargo antistante le Scuole Elementari, Corso Vittorio Emanuele (Banco Napoli), Piazza Umberto I.



1) Piazza Cantilena, slargo della Basilica di S. Trofimena – scena viola

La scena diffonde nel colore viola il dolore, la malinconia, il distacco, l’addio, la partenza.

Viola coronato di spine, cespuglio tra tante passioni irto,

lancia dei dolori, corolla della collera (Neruda)



2) Slargo antistante le Scuole elementari – scena blu

La scena si illumina di blu: il colore del Cielo, della trascendenza, del legame tra l'uomo e l'Al di là. I voti convincono l'uomo a vivere il suo legame con Dio e con la fede in maniera più quotidiana.

Vocale O, blu, silenzi attraversati dagli Angeli e dai mondi (Rimbaud)



3) Via Vittorio Emanuele, all’altezza del Banco di Napoli – scena rossa

La scena si basa sul colore rosso della passione e dei sentimenti che accendono il cuore come il fuoco impetuoso.

L'amore rappresentato è l'amore sanguigno, l'amore sofferto, l'amore irrazionale,

Vocale I, rossa, porpora, labbra belle che ridono di collera,

di ebbrezze penitenti (Rimbaud)



4) Piazza Umberto I – scena policroma

La scena si apre come un ventaglio sulla marea di emozioni che appartengono all’uomo e che tingono l’animo di tonalità differenti.

Ma come! Non avete vetri colorati?

Vetri rosa, rossi, azzurri, vetri magici, vetri paradisiaci?

Spudorato! Avete la sfrontatezza di girare per i quartieri poveri,

e non avete nemmeno vetri che fanno vedere la vita in bellezza! (Baudelaire)



Si ringrazia per la preziosa collaborazione

Parrocchia S. Trofimena - Arciconfraternita SS. Sacramento - Gruppo Scout Minori I

AMCA Associazione Musicale Costiera Amalfitana
edizione 2008
'O culore d' 'e pparole
12, 13, 14 Settembre 2008. Ritorna alla ribalta l’ormai consolidato appuntamento con il Gustaminori, alla sua dodicesima edizione!

Riparte la macchina che vede mescolare mirabilmente, in un esemplare connubio “en plein air”, musica, teatro, danza, cultura, eno-gastronomia.

Quest’anno ai numerosi, assidui visitatori , il tema proposto, semplice e simultaneamente complesso, è quello delle emozioni dell’uomo, nelle sue varie sfaccettature, nei suoi toni di chiaro-scuro, nelle sue modulazioni di luci ed ombre, rappresentati dai vari colori.

In particolare si fa riferimento alle sensazioni dell’animo umano, nel vivere quotidiano, ma anche nei momenti in cui, nella storia dell’individuo, si frappongono circostanze avverse o risolutive che alterano, positivamente o negativamente, la consuetudine di tutti i giorni.

Da sempre l'uomo ha legato le proprie passioni, fantasie, sogni e idee a condotte di trasposizioni raffigurative, finalizzate a lasciare un'impronta concreta del proprio essere.

Tutto ciò con l'impiego delle tecniche e delle modalità più svariate, ma con una costante fissa: l'apporto cromatico, sia nelle sue infinite varianti che a dominanza monocromatica, con l’aiuto di colori che fondono in loro stessi quel turbinio vorticoso di idee e di sensazioni di cui è capace la mente umana.

“O culore d’ ‘e pparole”: il titolo e l’intento del percorso artistico dell’edizione 2008 è dunque la ricerca di una nuova chiave di lettura del teatro e della musica napoletani, che consenta di indurre l'osservatore a scoprire come il colore sia da sempre, vettore indissolubile della componente psicologica di ciascuno di noi, strumento mediatico di emozioni e sentimenti.

Come un pittore che attinge alla tavolozza, nei vicoli, nelle piazze, nelle strade, colori, suoni, emozioni, parole, sentimenti si coniugano creando il miracolo dell’arte, il prodigio di Napoli con il suo palcoscenico naturale dei “vasci” e dei quartieri.

Attraversandoli si passa dal viola della tristezza, del dolore, dell’angoscia, della disperazione, al blu della trascendenza, del cielo, dell’immenso, della fede che stabilisce il rapporto di ciascuno con Dio e con l’aldilà; si procede con il rosso dell’impetuosa passione, del fuoco ardente, dell’amore sanguigno, per chiudere con la policromia delle tonalità di emozioni quali l’odio, la speranza, la gelosia, sentimenti che appartengono all’individuo umano.

Un percorso, dunque, attraverso scene di vita nella quale questi colori si fondono e si confondono, alternandosi in tonalità ora nette ora confuse, laddove nel fuoco della passione irrompe la mestizia di un abbandono, dove l’esaltazione della trascendenza lascia il passo all’attesa di un mondo migliore.

Un’appassionante avventura dove una città si mette in gioco ricercando e scoprendo il gusto dell’arte e dello spettacolo, dopo aver sperimentato la sua capacità di simbiosi tra musica e letteratura teatrale, in un bagno di vero ed intenso teatro, di musica sublime, di danza eccelsa, di scenografia e costumi che hanno sempre del sorprendente.

Arrangiamenti musicali: Gerardo Buonocore



Costumi: Trofimena Silvestri



Scenografie: Michele Paolillo



Regia: Lucia Amato



Direzione Artistica: Gerardo Buonocore





Attorno a questi colori/sensazioni si svilupperanno le quattro scene centrali del percorso artistico nelle quattro locations: Piazza Cantilena, Slargo antistante le Scuole Elementari, Corso Vittorio Emanuele (Banco Napoli), Piazza Umberto I.



1) Piazza Cantilena, slargo della Basilica di S. Trofimena – scena viola

La scena diffonde nel colore viola il dolore, la malinconia, il distacco, l’addio, la partenza.

Viola coronato di spine, cespuglio tra tante passioni irto,

lancia dei dolori, corolla della collera (Neruda)



2) Slargo antistante le Scuole elementari – scena blu

La scena si illumina di blu: il colore del Cielo, della trascendenza, del legame tra l'uomo e l'Al di là. I voti convincono l'uomo a vivere il suo legame con Dio e con la fede in maniera più quotidiana.

Vocale O, blu, silenzi attraversati dagli Angeli e dai mondi (Rimbaud)



3) Via Vittorio Emanuele, all’altezza del Banco di Napoli – scena rossa

La scena si basa sul colore rosso della passione e dei sentimenti che accendono il cuore come il fuoco impetuoso.

L'amore rappresentato è l'amore sanguigno, l'amore sofferto, l'amore irrazionale,

Vocale I, rossa, porpora, labbra belle che ridono di collera,

di ebbrezze penitenti (Rimbaud)



4) Piazza Umberto I – scena policroma

La scena si apre come un ventaglio sulla marea di emozioni che appartengono all’uomo e che tingono l’animo di tonalità differenti.

Ma come! Non avete vetri colorati?

Vetri rosa, rossi, azzurri, vetri magici, vetri paradisiaci?

Spudorato! Avete la sfrontatezza di girare per i quartieri poveri,

e non avete nemmeno vetri che fanno vedere la vita in bellezza! (Baudelaire)



Si ringrazia per la preziosa collaborazione

Parrocchia S. Trofimena - Arciconfraternita SS. Sacramento - Gruppo Scout Minori I

AMCA Associazione Musicale Costiera Amalfitana
dettagli
edizione 2007
Signori... si va in scena!!!
Signori…si va in scena, questo il titolo del Gusta Minori 2007. Si rinnova con forme sempre nuove e accattivanti questo appuntamento che conduce lo spettatore in un viaggio meraviglioso lungo le vie dell’arte, della storia, della cultura e della tradizione gastronomica. Quest’anno l’attenzione è posta sul teatro; l’obiettivo è quello di far riflettere lo spettatore sullo spirito profondo di questa nobile arte, sulla sua forza catartica e incantatoria che, da millenni, affascina l’animo umano irrorandolo di sogni, miti, passioni.

Da quegli antichi greci che, ancora prima di Freud, cercarono di esplorare i meandri sotterranei della coscienza, rappresentando l’eterno conflitto tra il bene e male, tra istinto e ragione, al teatro farsesco e brillante del Seicento, fino ai giorni nostri, forme diverse per parlare solo ed unicamente di tre grandi misteri: l’uomo, l’universo, Dio.

Il castello di Miramare ad est e la Torre Paradiso, poderosa sentinella cinquecentesca ad ovest, segnano i limiti di questo proscenio che si pare sul mare, spettatore immortale di tutte le storie che il tempo ha scritto sulle case, nelle vie, sui caratteristici terrazzamenti di limoni che, come emicicli dorati e iridescenti, incoronano l’antica Rheginna Minor.

Il percorso artistico vuole anche essere l’occasione, proprio in sintonia con quello che è il fine ultimo del teatro, di indirizzare i passi oltre l’illusorietà di questo mondo, fermarsi un attimo a guardare per far sì che l’animo possa uscire dai confini angusti della caducità, cui lo hanno condannato il consumismo e la sete sconfinata di potere e di denaro, andare al di là di ogni limite, per essere illuminati da bagliori di verità.

Il paese, come è già avvenuto nelle altre edizioni, si trasformerà, quindi, in un caleidoscopico universo, di suoni, di luci e di colori, mentre attori e musicisti racconteranno la magia del teatro, chef locali e sapienti gastronomi prepareranno gustose pietanze che racchiudono armonie antiche di gusti e profumi, testimoni di legame profondo tra la bellezza dei luoghi e il piacere della buona tavola.

Questo è il Gusta Minori, tre giorni per una vera e propria avventura nell’arte, un’occasione per uscire dalla banale quotidianità e far sì che i sensi e la mente vibrino al suono di una natura e di un paesaggio divini, cullati dagli ancestrali echi che si rincorrono dolcemente su quello che da sempre è stato lo specchio fedele e luminoso della vita: IL TEATRO.
dettagli
edizione 2006
Rewind
Re-wind.
Permettetemi di giocare su questa parola e sognare…
Immagino di “ripercorrere… contro il vento” per sfidare l’usura del tempo e ricordare…
Ricordo volti, situazioni, imprevisti; ricordo incontri, scontri e dibattiti; ripenso ad idee, progetti, successi e delusioni.
Ricordo e sfido il vento.
Il vento è quell’agente atmosferico che può accarezzare con brezza soave, ma anche spazzare via con furia inaudita.
Il nostro vento è quello della memoria e della passione, della creatività e della proiezione.
È il vento della memoria di chi non vuole dimenticare tradizioni ed una storia che ha reso gloriosa l’antica terra amalfitana.
È il vento della passione di chi ha ricevuto in eredità un’idea, quella del Gusta Minori, e l’ha voluta proiettare con il cuore nel vortice della scena turistica e sociale del terzo millennio, facendo di quella antica sagra un “evento” culturale, spettacolare e gastronomico, unico e rappresentativo, tanto da aver suscitato ammirazione e approvazione dagli Enti che hanno creduto e sostenuto questo progetto.
È il vento della creatività di chi ha saputo coinvolgere artigiani ed operatori economici, massaie ed operai, ragazzi ed anziani, attori professionisti e musicisti affermati, giovani entusiasti ed amministratori locali nell’unica direzione, quella della promozione di un paesaggio che è ammirato ed apprezzato nel mondo.
È il vento che ci proietta avanti, fugando retoriche autocelebrative, con l’intelligenza del passato e l’ardire del futuro.
È, insomma, il vento che permette al gabbiano di volare alto.
È “rewind”, il Gusta Minori dei dieci anni firmati Gusta Minori Corporation.
È il nostro grazie a quanti continuano ad accompagnarci in quest’avventura, … ai tanti amici del Gusta Minori.

Per la Gusta Minori Corporation
Il Presidente
Andrea Reale
dettagli
edizione 2005
Quei d’Amalfi... Ultramare
Lo spettacolo riflette il tempo del più famoso titolo del nostro territorio “il Ducato di Amalfi” dal 1 settembre 839 al 1400 circa.
Amalfi, regina del Mediterraneo, messaggera intraprendente e ingegnosa, trafficò sovrana nei luoghi d’Oriente. Il filo di Arianna del percorso teatrale è l’esaltazione del viaggio amalfitano attraverso mondi lontani, con l’incontro di lingue e religioni diverse: storie di viaggiatori abbagliati dalle tinte calde dei deserti, che evocano l’Islam e ricordano le barbarie delle Crociate, la supremazia della flotta della Repubblica Marinara e i suoi traffici in terre distanti. Amalfi, splendidamente ingioiellata e ornata di favolosi damaschi, racconta il suo passato e i suoi giorni pregni di echi arabeggianti.

La storia si fa spettacolo o meglio lo spettacolo teatralizza la storia. È l’artificio del teatro, la capacità di metter in scena la parola, la musica, i gesti affidando ad essi il dialogo con il presente, ossia la capacità di andare oltre il tempo. È su questa linea che da anni lavora Lucia Amato, autrice della regia dello spettacolo, trasformando “il luogo” in palcoscenico dove si accende l’anima e dove i colori e le sensazioni avvolgono l’uomo nella sua identità.

Un allestimento che si annuncia di grande impatto, non solo per il coinvolgimento di musicisti, ballerini, attori professionisti, nonché comparse e figuranti del centro costiero, che come sempre parteciperà coralmente alla messa in scena, ma anche per la bellezza e suggestione delle scenografie e dei costumi.
dettagli
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